Il cambiamento nella cultura del lavoro

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  • 10.07.2018
  • Design the Future

AZ Franchising   ha scelto Copernico come storia di copertina per il suo numero di luglio.

Ecco di seguito l'intervista che è stata fatta al founder e CEO della Copernico Holding SpA, Pietro Martani, in cui si è parlato del cambiamento del mondo del lavoro, della nascita di Copernico, e dei suoi progetti futuri.

 

Pietro Martani si laurea in Relazioni Internazionali, dopo aver completato un programma di studi tra l’Università di Pavia, il Trinity College in Irlanda e l’Hunter College of the City University of New York. Successivamente, consegue un MBA presso la Fondazione Istud. Imprenditore fin da subito, fonda poco più che ventenne una internet company che poi rivende, per poi dare avvio a Rentxpress e Halldis, aziende leader in Italia nei settori del corporate housing e degli holiday rentals. Oggi Pietro è fondatore e CEO di Copernico Holding SpA, holding company che controlla Copernico Where Things Happen, piattaforma di smartworking - che gestisce una rete di hub in Italia e oltralpe. Alla costante scoperta delle nuove frontiere dell’innovazione, è spesso in viaggio e divide il suo tempo tra Milano e Londra, dove vivono i suoi figli.

 

copernico copertina az franchising

 

Come e quando nasce l’idea del coworking Copernico?

 

Copernico nasce nel 2015 partendo dalla riqualificazione di un immobile in via Copernico 38, dove abbiamo creato un luogo di lavoro che diventasse un acceleratore di business, grazie a design degli spazi, ai servizi messi a disposizione dei clienti e alle opportunità di connessione con altre imprese. L’idea alla base di Copernico è quella di creare contesti fertili, con spazi personalizzati e scalabili, in cui le aziende e le persone possano crescere e proliferare.

 

Questo per noi si traduce nel supportare una cultura del lavoro che produce benefici per le aziende e per le persone. Il desiderio di Copernico è creare una rete - piattaforma a sostegno delle imprese che vogliono innovare il loro modo di fare business scegliendo uno stile di vita e di lavoro moderno e confortevole, che risponde alle esigenze dei mercati attuali. Da tempo si avverte infatti un bisogno sempre più impellente di flessibilità, che comporta la necessità di avere a disposizione luoghi che trascendano la tradizionale dimensione fisica di spazio, che si evolvono fino a diventare strumenti di creazione di valore.

 

A questo si aggiunge una forte volontà di condividere le esperienze e le conoscenze, pur mantenendo l’identità del singolo. Il nostro obiettivo è creare contesti che possano aiutare i percorsi per accelerare e innovare le aziende, fornendo un piccolo contributo al Paese per tenere il passo con un mondo che corre velocemente”.

 

Nel dettaglio, quali sono i servizi che offrite? Quali sono le caratteristiche principali dei vostri servizi e della vostra struttura?

 

“Offriamo soluzioni e servizi che aiutano a rendere il lavoro più “agile”. Ci piace pensare Copernico come a un abilitatore di spazi di lavoro che diventano poi “office as a service”. Quello che facciamo è progettare immobili con design, tecnologia e servizi che supportano lo smart working, migliorano l’identità di marca delle aziende e facilitano la fidelizzazione dei dipendenti. Per noi è fondamentale il concetto di community: Copernico sta sempre di più diventando un ecosistema dove le aziende possono crescere attraverso la condivisione di conoscenza. I nostri servizi spaziano dagli ambienti di lavoro - uffici, coworking, sale meeting, spazi eventi, caffetteria - fino alle diverse tipologie di membership, che permettono di accedere alle nostre lounge e  ClubHouse a Milano,Torino, Roma e Bruxelles”.

 

Una soluzione che soddisfa tanti bisogni. Ma chi si rivolge a voi e perché?

 

“Il bisogno principale è in realtà quello di innovare l’approccio al lavoro e accelerare la crescita. Che si tratti di un professionista, di una start-up, una PMI, una grande azienda chi ci contatta cerca soluzioni flessibili e opportunità di business”.

 

Invece in base alle vostre strategie, qual è il vostro target di riferimento?

 

“Il cliente ideale di Copernico è una persona o azienda che ha bisogno di flessibilità e vuole accelerare la propria attività, abbracciando uno stile di lavoro e di vita diverso ed innovativo. Che sia una grande corporate o una piccola start-up, o un professionista, il nostro cliente ideale è un soggetto dinamicoche nutre il desiderio di condividere spazi, servizi, idee ed ambisce a conoscere e farsi conoscere all’interno della business community”.

 

Lavorare in una struttura come la vostra dà il vantaggio per le aziende che ospitate di creare anche business tra loro?

 

“Il nostro obiettivo è creare un’economia interna, dove l’appartenenza alla community sia di per sé unpatto di fiducia per le aziende dell’ecosistema che sanno di poter trovare all’interno di Copernico partner per il loro business. L’incontro e la nascita di opportunità possono scaturire in maniera casuale, grazie al design degli spazi che incentiva l’incontro o ai momenti di networking classici - esempi: il caffè al bar o l’allenamento in palestra - oppure attraverso le attività di comunicazione che danno visibilità all’interno del mondo copernicano. In più, i community manager agiscono da connettoritra aziende e aiutano a far nascere sinergie laddove intravedono ci sia la necessità”.

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Perché consiglierebbe di scegliere i vostri servizi e le vostre strutture?

 

“Scegliere Copernico significa portare un cambiamento nella cultura del lavoro, significa puntare su valori di fiducia, trasparenza e responsabilità, significa investire nel migliorare la conciliazione vita-lavoro, personale e dei collaboratori. Le organizzazioni che scelgono Copernico decidono di fare del luogo di lavoro una leva di business, mettendo le persone al centro, investendo sui talenti e sul posizionamento strategico. I liberi professionisti in Copernico trovano un contesto fertile, persone con cui confrontarsi e luoghi di lavoro che si adattano alle esigenze di flessibilità e dinamismo.

 

Copernico per loro è un luogo strategico, di rappresentanza, uno strumento che facilita e ottimizza le attività e migliora la qualità della vita. Inoltre, le aziende che scelgono Copernico hanno a disposizione servizi, dalla data room alla webinar room, che incrementa le loro potenzialità e una rete di imprese - piattaforme tecnologiche e di crowdfunding - che rendono Copernico una centrale di acquisto”.

 

Oltre a questo, quali sono gli altri vantaggi per chi decide di affidarsi a Copernico?

 


“Copernico è una rete in continua espansione di spazi e servizi a supporto dello smart working. Ad oggi un’azienda e una persona che prende un
ufficio o sottoscrive una membership può avere accesso alle lounge diffuse sul territorio italiano a Milano, Roma e Torino, oltre che a Bruxelles. È come se avesse le chiavi di 14 palazzi in Europadove lavorare in flessibilità, ricevere clienti, incontrare partner. E questo è solo un punto di partenza: il nostro piano di espansione prevede che presto siano 100 i punti della rete Copernico”.

 

Dal punto di vista economico che fetta di mercato coprite?

 

“La “2017 Global Cities. The Flexible Workspace Market Review” di Instant riporta che in tutte le città a livello globale, nell’ultimo anno, si è registrata una crescita complessiva del 18% nel numero di spazi di lavoro flessibili. Questa espansione del mercato è stata guidata da un aumento del numero di centri di co-working e ibridi, che ora rappresentano il 30% di tutto lo spazio di lavoro flessibile. In questo mercato, Copernico offre soluzioni di Smart Working per professionisti e imprese che vanno dagli uffici virtuali, agli uffici serviti “plug&play” fino agli spazi più social accessibili tramite membership card. Inoltre, la- voriamo con diversi partner per creare spazi di lavoro innovativi ed ecosistemi di business verticali, come il Fintech District che abbiamo sviluppato in collaborazione con il Gruppo Banca Sella”.

 

Qual è il trend del mercato.. le previsioni per il prossimo futuro?

 

Si stima che entro il 2030, il 30% del corporate portfolio includerà spazi flessibili. L’aumento della domanda degli spazi lavorativi condivisi deriva da nuovi obiettivi delle aziende che hanno sempre più bisogno di un ambiente lavorativo più efficiente - anche in termini di occupazione, flessibilità, attenzione alle persone e tecnologia.

Secondo un recente studio di CBRE del 2017 effettuato sulle grandi corporation, nei prossimi tre anni l’interesse nei confronti degli spazi di lavoro condivisi aumenterà di addirittura il 70% in  tutta Europa. Circa metà degli utenti si aspetta di lavorare in questo tipo di spazi entro il 2020, e si stima che in Italia la crescita sarà del 38%.

 

Secondo il Global Coworking Surveynel mondo sono circa 1.180.000 i coworkers (professionisti, imprenditori, freelance o dipendenti che si trovano a lavorare negli uffici condivisi) e lavorano in 13.800 spazi. Londra e Berlino sono le capitali dei coworking in Europa, ma anche l’Italia vanta un numero di tutto rispetto: oltre 400 spazi diffusi su tutta la penisola. E la cifra sembra destinata ad aumentare perché questo modello piace. Lo dimostra il fatto che il tasso di crescita ha registrato un costante +50% annuale dal 2010 a oggi.

 

Inoltre, le organizzazioni che abbracciano la flessibilità all’interno di ambienti di lavoro innovativi avranno un forte vantaggio competitivo. Solo in Italia l’Osservatorio Smart Working del Politecnico stima che l’adozione di un modello “maturo” di Smart Working per le imprese può produrre un incremento di produttività pari a circa il 15% per lavoratore, che a livello di sistema Paese significano 13,7 miliardi di euro di benefici complessivi. E non sono questi gli unici vantaggi: un redesign dello spazio di lavoro e una riorganizzazione aziendale dei processi permette di arrivare a elaborare un ambiente più flessibile e più appagante, con un efficientamento di gestione non indifferente.

 

Quali aree della nostra Penisola coprite? Ci sono anche soluzioni all’estero?

 

“In Italia siamo presenti a Milano, Torino e Roma con una rete di spazi e servizi che mette in connessione circa 5.000 professionisti, in Europa dal 2011 siamo a Bruxelles, nel cuore del quartiere europeo a due passi dal parlamento EU e DG Innovation. Per il primo quarter del 2019 abbiamo un piano di sviluppo in corso nelle città di Cagliari, Varese, Brescia, Trieste e Bologna, oltre a 5/6 altre città in fase di elaborazione”.

 

Progetti futuri?

 

“Attualmente gestiamo 58.000 mq di spazi in 4 città con 14 palazzi, entro il 2018 arriveremo a 100.000 mq raddoppiando il numero e incrementano la presenza territoriale. L’obiettivo è una rete capillare e diffusa di palazzi nelle città italiane con la grande sfida, che è anche culturale, di entrare nei tessuti produttivi e relazionali delle città anche più periferiche annullando completamente la distanza fisica e geografica perché parte di una stessa piattaforma connettiva. Questo attraverso partnership e contratti con realtà e imprenditori locali accomunati dal desiderio di farsi interpreti diretti di percorsi e processi di innovazione in cui i luoghi e le relazioni di lavoro diventano fattori decisivi per il design delle città di domani. Per lo sviluppo internazionale, infine, prevediamo l’insediamento in 4/5 paesi chiave nello scacchiere europeo mantenendo lo stesso modello di partnership e sviluppo in corso in Italia”.

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