La nostra strategia? Mettere al centro il valore insostituibile delle persone

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Landoor è un'azienda che si occupa di traduzioni specialistiche e interpretariato. Il loro business model? Una cura particolare al welfare aziendale, trascinate dall'ideale "chi sta meglio, lavora meglio".

 

Ecco la storia di un'azienda e di una CEO, Adele Nardulli, che ha reso il welfare aziendale il proprio credo fin dai tempi in cui, di welfare, non se ne parlava affatto.

La nostra strategia di welfare? Mettere al centro il valore insostituibile delle persone

Raccontare la storia di Landoor significa ripercorrere trent’anni di successi e riconoscimenti nel settore delle traduzioni specialistiche e dell’interpretariato. Una storia imprenditoriale densa e importante, che un anno fa si è arricchita di un nuovo capitolo: un nuovo inizio, che proietta Landoor tra le agenzie di traduzioni più prestigiose nel panorama nazionale.

 

Landoor nasce infatti nel 2017 come emanazione specialistica di Trans-Edit Group, una delle dieci maggiori società di traduzioni europee e tra le prime 100 a livello mondiale. Mente e anima della nuova realtà è Adele Nardulli, già Owner & Ceo di Trans-Edit, che, grazie a una buona dose di determinazione, coraggio e creatività, è riuscita a dar vita ad un brand di successo che coniuga il meglio dell’esperienza imprenditoriale precedente con un modello di business innovativo.

 

Lavorare meglio, non di più

 

È questa la sintesi del business model non convenzionale di Landoor. Definito dall’Espresso modello italiano di “Womenomics”, questo approccio si basa sul connubio tra innovazione tecnologica di processi e servizi, da una parte, e sostenibilità sociale del business, dall’altra. Una sintesi che, unita a passione, creatività ed entusiasmo, ha permesso a Landoor, a meno di un anno dalla fondazione, di raggiungere i primi traguardi: dagli uffici di Copernico Milano Centrale, l’agenzia si è proiettata oltre i confini nazionali aprendo ben tre correspondent office in altrettante capitali europee: Londra, Berlino e Parigi. E anche l’organico interno si è arricchito di nuove forze.

 

Il welfare in Landoor è una precisa scelta di campo. E del resto non sorprende: Adele Nardulli ne ha fatto il suo credo fin dai tempi in cui di welfare non parlava quasi nessuno, soprattutto tra le PMI. Già in Trans-Edit Group, infatti, il micronido aziendale, lo smart working e una serie di politiche di organizzazione flessibile del lavoro introdotti in azienda già nei primissimi anni Duemila hanno permesso a dipendenti e collaboratori, per il 90% donne, di conciliare carriera ed esigenze di vita e familiari.

 

La creazione, in anni più recenti, della palestra aziendaleaperta negli orari di ufficio, con la possibilità di staccare dal lavoro  per usufruire di una serie di corsi gratuiti tenuti da professionisti, ha dato una marcia in più all’intero progetto di welfare, all’insegna del motto: “chi sta meglio lavora meglio”. I risultati ottenuti in termini di aumento della produttività, di drastica riduzione del turnover del personale e di attraction sono la prova tangibile che anche per le PMI fare welfare non solo è possibile, ma conviene.

 

Un modello “virale”

 

Da Trans-Edit a Landoor la visione è rimasta la stessa. Con un’ambizione in più: diffondere sul territorio l’esperienza di Landoor, a cominciare dai membri della community di Copernico. «Nel 2016 il nostro welfare è stato riconosciuto dal Ministero del Lavoro e dalla Commissione Lavoro del Senato quale progetto di successo nell’ambito delle microimprese, da divulgare a livello nazionale», spiega Nardulli.

 

L’ “incontro” con Copernico è nato da questa profonda affinità elettiva: «Le persone sono apprezzate come portatrici di valori individuali e collettivi, e incoraggiate a creare “comunità” in azienda, che diventa un luogo nel quale è piacevole stare. Su questa vision la sintonia tra noi di Landoor e Copernico è stata immediata».

 

Da qui è nato il progetto di gestire, come welfare aziendale, gli spazi wellness di via Copernico, mettendo a disposizione un palinsesto di attività per tutti i gusti e le esigenze, per i singoli e per le aziende della community che intendano offrire servizi di ricreazione e garantire il benessere alla generalità dei dipendenti.

 

Landoor fa del valore insostituibiledelle persone il cuore della sua visione strategica: il valore dei traduttori, innanzi tutto, nella cui formazione continua e selezione la società investe tempo e risorse ingenti; il valore dei redattori e dei copy in tutte le lingue, e il valore delle persone che compongono il team interno, deputato a gestire il flusso di lavoro e le relazioni commerciali con i clienti.

 

La nostra “human-to-human technology”

 

E la tecnologia? Esiste, esiste eccome. Landoor investe storicamente in quest’ambito e porta avanti da anni attività di R&S in progetti innovativi nell’ambito della Language Technology. Tuttavia, la tecnologia non sostituisce la persona. Ne agevola il lavoro e permette all’agenzia di essere “reattiva”, sempre connessa e in grado di gestire il processo di traduzione in tempi record.

 

La tecnologia, quindi, come sussidio ai traduttori grazie a sofisticati software di traduzione assistita e a termbase e translation memories di formidabili dimensioni, tagliati su misura del singolo cliente e condivisi in tempo reale da professionisti operanti nei paesi delle lingue target. La tecnologia agevola e velocizza anche il processo e l’interazione con i clienti e i collaboratori, grazie all’imminente lancio di un’interfaccia web proprietaria. Tecnologia che serve ed è al servizio, appunto.
Perché niente è “impersonale” nel nostro business model.

 

Landoor

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