Workation: quando lavoro e vacanza combaciano

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  • 10.01.2019
  • Smart Living

Cosa significa Workation?

È vacanza, ma lavori.

È lavoro, ma è quasi una vacanza.

Forse non è nessuna delle due cose, forse sono le due cose insieme.

Ci ha spiegato cosa significhi Giovanni Battista Pozza, imprenditore e nomade digitale di Be Happy Remotely. 

 

Racconto del primo Workation Camp in Italia per remote worker e aspiranti nomadi digitali

"Non è stato semplice, una volta tornato a Milano, riuscire subito a raccontare tutte le esperienze e le sensazioni vissute durante il Workation Campper lavoratori da remoto e aspiranti nomadi digitali che si è svolto in Calabria la scorsa estate.

 

I confini tra lavoro e vacanza si fanno sempre più sfumati e quindi...cos’è un Workation Camp?

 

La definizione di workation nasce dalle parole inglesi work e vacation, ovvero lavoro e vacanza.

 

Lo so, qualche volta ci sentiamo come se avessimo così tanto lavoro da fare che non riusciamo a prenderci una pausa.

 

È facile entrare in una routine giornaliera che non soddisfi pienamente, ma che allo stesso tempo non riusciamo ad interrompere.


Fortunatamente, viviamo in un momento storico in cui il Wi-Fi ci permette di lavorare ovunque, rompendo le catene che ci legano alla scrivania e dandoci la possibilità di prendere il tempo per una workation.


È vacanza, ma lavori.


È lavoro, ma è quasi una vacanza.



La workation in Calabria è stata anche molto di più. Ci sono infatti quei viaggi che ti lasciano dentro qualcosa di cosi profondo che per un po’ ne sei quasi geloso, e questo è stato sicuramente uno di quelli.

 

Si è trattato infatti di una quantità tale di emozioni concentrate in una settimana di co-living, viaggio, scoperta, introspezione e formazione condivisa con altri remote worker professionisti, imprenditori e aspiranti nomadi digitali, che non è facile trovare le parole per descriverle.
 


Ma procediamo con ordine!

 

Il primo Workation Camp italiano è stato realizzato grazie all’unione di quattro professionisti e imprenditori che hanno voluto realizzare un’esperienza non convenzionale (Roberta Caruso, Francesco Biacca, Alberto Mattei e Giovanni Pozza).

 

La location scelta è stata Home fo Creativity di Roberta Caruso a Montalto Uffugo in Calabria: si tratta di un co-living filosofico, affacciato sulla meravigliosa valle del Crati in cui abbiamo sperimentato un nuovo modo di coabitare ispirato.

 

L’obiettivo principale era quello di sperimentare la vita del nomade digitale, creare nuove relazioni, crescere professionalmente e personalmente al di fuori dei circuiti tradizionali.

 

E ci siamo riusciti!

 

Abbiamo lavorato, imparato e progettato insieme ma in modo del tutto non convenzionale, restituendo, cioè, centralità alle nostre passioni e soprattutto ai nostri bisogni.

 

Siamo partiti con un viaggio interiore per conoscere meglio noi stessi e capire che prima di intraprendere un progetto di vita è opportuno focalizzarci sulle nostre potenzialità, i nostri limiti, le passioni e le difficoltà per compiere scelte più consapevoli, e abbiamo continuato con un percorso condiviso di formazione esperienziale che alla fine fornisce tutti gli strumenti utili a sviluppare una qualsiasi idea imprenditoriale di successo.

 

L’idea imprenditoriale ha seguito un processo di design thinking condito di elementi pragmatici come il business model canvas di Happy Startup School, perché un valore fondante è stato quello di creare un business felice. E chi lo vuole un business infelice?

 

Abbiamo fatto meditazione e yoga della risata, per rilassare mente e spirito, che hanno reso le nostre giornate (ma soprattutto noi stessi) più focalizzati e produttivi durante i momenti di lavoro.

 

Nel tempo libero siamo andati alla scoperta di un territorio che, nonostante non si trovi dall’altra parte del mondo, è assolutamente meraviglioso ma sconosciuto ai più. Abbiamo fatto river tubing sul fiume Lao, visitato il bellissimo centro di Montalto, fatto un tour in bici tra i giardini di clementine e ulivi, ascoltato musica dal vivo, e degustato vini e giocato con i profumi di una terra molto ricca. 

 

Da tutto questo credo risulti evidente che questo workation camp, oltre ad essere un'esperienza lavorativa, è stata un'avventura a 360 gradi.

Un percorso partecipativo per far incontrare lo spazio dentro e fuori di noi, dove le idee migliori nascono e si amplificano grazie alle relazioni e alla condivisione."

 

Giovanni Battista Pozza

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