Tra cultura digitale e arte

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  • 17.06.2016
  • Smart Living

alla scoperta di Monster ID

Arte, si sa, è innovazione e comunicazione, ma ancora prima è manipolazione di simboli e segni, restituiti al mondo dagli artisti in una nuova veste, secondo una nuova visione, intima e personale. Whitelight Art Gallery, la galleria d’arte contemporanea ospitata nell’Art Basement di Copernico Milano Centrale, ha portato tutto questo in un luogo di lavoro, contaminando gli spazi di Via Copernico 38 con opere e mostre permanenti capaci di creare collisioni positive fra il mondo della cultura e quello del business. È in questo intento che è stata pensata la nuova esposizione organizzata dalla Whitelight Art, inaugurata il 15 giugno: Monster ID, un viaggio attraverso il neoumanesimo digitale che la community copernicana potrà intraprendere fino al 14 settembre 2016.

Monster ID è un percorso artistico di matrice tecnologica dove i protagonisti sono testi e sottotesti della cultura digitale, tradotti, decostruiti e ricomposti in altra forma secondo un processo che gioca con continui rimandi tra il dato reale e l’esperienza digitalmente intesa. Gli artisti sono Marotta & Russo, un duo che lavora insieme dal 1995, la cui arte sta nello spingere le proprie creazioni ai limiti espressivi e concettuali delle logiche postdigitali che ormai contraddistinguono l’età contemporanea.


Ma cosa significa “Monster ID”?


L’identità del mostro letteralmente, un termine anglofono che tuttavia richiama immediatamente il monstrum latino, che è il mostro certo, ma che prima ancora è ciò che si mostra, ciò che comincia a emergere, ciò che comincia come nuovo ad apparire e che quindi inevitabilmente ci appare mostruoso, strano, alterato rispetto ai canoni imposti ai nostri occhi da secoli di stratificazioni culturali, sociali, economiche. Questo l’obiettivo dell’esposizione, andare oltre le ritmiche imposte dallo spazio-tempo classicamente inteso, per impattare sull’umanità offrendo nuovi occhi da cui guardarsi, attraverso un filtro, lo specchio riflettente imperfetto - e per questo interessante - della tecnologia, che non è la protagonista, ma si pone appunto come filtro, lo stesso filtro con cui ognuno di noi si misura ormai ogni giorno.

Proprio su questo rapporto nuovo e capillare fra realtà e tecnologia si sono interrogati Marotta & Russo, “un rapporto che pone dei problemi - raccontano - non cose brutte e spaventose, ma problemi da risolvere, con cui relazionarsi, su cui costruire non solo prospettive, ma delle profondità: questa è la proposta della mostra. Noi riteniamo che la realtà con la tecnologia non abbia subito una virtualizzazione, in nessun caso, ma che essa non sia altro che una sua estensione, che avviene attraverso la rimanipolazione del rapporto classico tra spazio e tempo, che ridefinisce letteralmente, reimpagina la nostra esperienza del mondo”.

Ecco dunque svelata l’indentità del mostro, la Monster ID, il labirinto della coscienza che giunge al suo centro, al suo nulla, alla sua contraddizione estrema, atroce ma probabilmente anche divertente, perchè liberatoria di tutti i dogmi in cui siamo intrappolati, lasciando esprimere finalmente i nostri potenziali energetici più nascosti. Unico accorgimento suggerito dagli artisti è quello di porsi davanti ai lavori non chiedendosi cosa significano, ma piuttosto cosa provocano, cosa c’è di emerso, di mostruoso che vi appartiene, se c’è, o cosa non c’è rispetto alla sua relazione che si instaura con voi. Perdetevi e vi ritroverete.

Arianna Morandi


E ora una piccola anticipazione... Buona visione!
 

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